sabato 31 marzo 2012


Per grazia ricevuta

Nella concezione letterale il termine ex voto tradotto significa a seguito di un voto.
Questa pratica, comune  in differenti forme  a molte religioni, è un impegno che il credente assume nei confronti della divinità purché la stessa ne esaudisca le richieste, ovvero un ringraziamento per una grazia ricevuta.

Già nell'antichità era diffusa l'usanza di portare oggetti al tempio come ex voto.
Essi, potevano essere molteplici e  simboleggiavano la fase finale di un lungo processo che spesso,  però,  sfuggiva all’osservatore.

Si richiedeva inizialmente l’intercessione della divinità su una delicata questione, e poi a preghiera esaudita,  si proseguiva  con il pellegrinaggio fino all’esposizione dell’oggetto offerto. 

Solitamente gli ex voto  non rappresentavano  il miracolo, ma l’attimo che lo precedeva, quindi la realtà storica infausta che viveva il fedele in quel momento.

Le chiese, i santuari, i musei, sono pieni di oggetti che rappresentano ex voto.
Essi possono rappresentare materiali raffigurativi: riproduzioni di parti anatomiche in terracotta, attrezzi, edifici, dipinti, oleografie, fotografie;  simbolici (cuori, trecce, ceri, pane, ecc.);  circostanziali,  quindi attinenti l’evento (stampelle, armi, ecc.);  doni (gioielli, tessuti, animali, ecc.) ; costruzioni (cappelle, chiese, altari, ecc.).
Si può donare alla divinità qualsiasi cosa,  anche se spesso per  confermare  la purezza dei propri sentimenti,  si rinuncia a qualcosa a cui il devoto è legato affettivamente.
Anche la preparazione del banchetto dei poverelli rappresenta  un ex voto, essa difatti viene classificata nel gruppo dei non materiali (beni o denaro, novene, pellegrinaggi, digiuni, ecc.).


Pitture votive

Sono disegni impressi su tavole, realizzate o commissionate dal miracolato per donarle simbolicamente al santo che avevano pregato durante la tragica esperienza rappresentata nel dipinto.
Su molti vi è impressa la sigla PGR (per grazia ricevuta), in altri è scritta sotto una breve spiegazione dell'avventura.
A partire dal XX secolo,  gli ex voto simbolici prendono il sopravvento rispetto alle pitture votive, questo dovuto probabilmente alla chiusura delle botteghe artigianali e dalla scomparsa dei pittori per così dire “specializzati” che  eseguivano i lavori per i committenti.



Ex voto Messicano



Descrizione:

"Stavo nuotando e ad un tratto una piovra mi afferrò con i suoi tentacoli, trascinandomi giù. Pensavo di morire...ho pregato la Vergine di Guadalupe e, all'improvviso, la piovra mi lasciò e riuscii a salire in superficie. Mi sono salvata grazie all'intervento della Vergine".  






Descrizione:

"Le sorelle Castro andarono nel bosco per raccogliere legna e qualche frutto, ma non si accorsero  di essersi avvicinate alla cava dei demoni e del loro animale indiavolato. Ormai vicine all'ingresso, impaurite decisero di affidare la loro vita alla Vergine di San Juan e iniziarono a camminare lentamente dalla parte opposta, perchè secondo la leggenda, chi osava scappare velocemente, l'animale inferocito usciva dalla grotta per attaccarlo. Le sorelle ringraziarono la Vergine per essere arrivate sane e salve a casa".







Ex voto italiano - Alcuni navigatori ringraziano la Madonna delle Grazie per averli salvati dalla furia delle onde durante una tempesta.




I cinti

I cinti, rappresentano un’antica tradizione  presente con varianti nel Mezzogiorno: “centi” nel Cilento, “Cicli” in Sicilia  e “cigli” nel salernitano.  E’ un tipo di ex voto a forma di chiesa su base legnosa, costituito da una serie di candele addobbate con immagini sacre, fiori e festoni di carta colorata.  La loro grandezza è pari all’offerta fatta alle donne che li realizzano, mentre le candele vengono donate alla Madonna per essere accese  durante tutto l’anno.

Famosi ex voto, sono i cinti di Avigliano, che  il 16 luglio vengono portati a spalla dai devoti verso il Santuario Mariano del Monte Carmine.
I Cinti aviglianesi hanno caratteristiche differenti che li rendono unici: rappresentano Santuari e Chiese importanti, sono costruiti a mano con candele decorate ed hanno imponenti dimensioni.
Nel periodo successivo al conflitto mondiale, molti reduci di guerra fecero costruire cinti con forme particolari: aerei, navi, blindati e veicoli bellici, per rappresentare i corpi di armata nei quali  essi avevano combattuto: esercito, marina e aeronautica.  Era un modo per ringraziare la Madonna del Carmine per aver accompagnato  il loro ritorno a casa.

L'uso dei cinti è molto diffuso anche in Calabria, ma viene registrato maggiormente nelle zone montuose ai confini del Pollino. A volte, scalze,  le donne portano i cinti sul capo fino alla chiesa del loro santo protettore, come nel caso della Madonna delle Cappelle di Laino Borgo (Cs). 

Gli ex voto rappresentano un fenomeno di straordinaria importanza per i moltissimi significati di cui sono portatori. Questa usanza affonda le sue radici nel cuore della tradizione e cerca di tramandarla nel tempo attraverso forme rituali di religiosità popolare collettiva che, dal paganesimo al cristianesimo, sono rimaste immutate nel tempo. 


                                 
                  


Cinti di Papasidero (Cs) dedicati a San Giuseppe


                     
            




Foto di Luca Oliva 






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